di Denny E.
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E’ proprio nella traccia “Gustavo Roll” che i L.M.D.C. mettono in chiaro il loro manifesto artistico cercando di raggiungere sinesteticamente l’arte pittorica e l’energia espressa dal basso elettrico (ma anche pianoforte) di Lorenzo Masotto, la batteria di Bruce Turri e il violino di Laura Masotto. Anamorfosi risplende delle nobili citazioni della musica classica che permea in profondità tutti i brani dell’album.
Attinge linfa dalle radici del rock progressivo e psichedelico, dal doom dei settanta (l’Essenza e Piombo), dalla seminale scena rock italiana degli ottanta e dei novanta (Sonata in re minore, Porpora e Vienna dorme) fino ad arrivare alle suggestioni dell’indie rock d’avanguardia contemporaneo. Impreziosisce l’opera la collaborazione di Nicola Manzan dei Bologna Violenta, offrendo ulteriore distorta profondità nei brani Acheronte e Piombo. Il primo ascolto dei brani non basta a fornire un’idea chiara della pregiata ricerca indie-prog messa in gioco dai L.M.D.C., necessita di un’attenta assimilazione che a tratti può lasciare spiazzati sulla direzione di questo intrigante multiverso creativo. Anamorfosi dei L.M.D.C. colpisce come un piccolo big bang sonoro che esplode con la violenza delle continue variazioni di colore, calore, freddo, buio e luce che illumina la fuliggine primordiale.
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