Golpe è un disco d’esordio, l’esordio delle
Danso Key: tre giovani donne che
danno alle stampe il loro primo album nella Giornata Mondiale della Donna, l’8
marzo 2013. E il disco è inquieto e combattivo sin dal titolo.
Nelle
9 tracce che compongono Golpe le
Danso Key – al secolo Eli Nancy Natali, Elisa Abela e Stella Veloce –
attraversano, sfiorano, inciampano in diversi generi musicali, dall’alternative rock al noise pop. Pur non utilizzando campionatori,
la loro musica ha il suono acidulo dell’elettronica, mentre l’inconsueta
formazione, caratterizzata dall´assenza
del basso e dall’accostamento di violoncello elettrico e chitarra, rafforza
sensibilmente le frequenze più "spigolose".
Nella composizione i brani sono abbozzati da Eli, autrice anche
dei testi, e poi compiuti – ovvero montati e arrangiati - dall’intero trio.
Le tre componenti del
gruppo hanno formazioni diversissime: prima di incontrarsi Eli suonava un pop
cantautorale alla Ani Di Franco, Elisa girava il mondo come chitarrista di Joe
Lally –Fugazi- (mentre nelle Danso Key lei è la batterista) e Stella è una
violoncellista diplomata, concertista
dedita alla sperimentazione
classica contemporanea, smaniosa di sporcare le
impalcature musicali troppo ben costruite. È lei, col suo modo un po’
bestiale di suonare uno strumento atipico per
il rock, l'elemento caratterizzante del gruppo; musicalmente è lei il punto di
unione fra le altre due.
Quando Eli, Elisa e Stella si sono incontrate per la prima volta,
si sono piaciute senza capirsi, si sono scambiate gli ipod per conoscersi
meglio ma – ammettono loro stesse ridacchiando – “è stata una sofferenza”.
Commentando la diversità costituzionale della loro musica, Elisa afferma sicura
e sincera: “è questo che mi piace, mi interessa di più: quando iniziamo a
suonare insieme non so mai dove andremo a parare!”.
Nelle atmosfere cupe e contorte che attraversano il disco come una
nebbia sottile, le dissonanze sono un gancio, un appiglio, un indizio di ciò
che sta accadendo – nel testo come nella musica: preannunciano un cambio o
sottolineano un accadimento che le parole non possono – o non sanno –spiegare.
Estremamente affiatate tra loro, le Danso Key si affacciano sull’abisso in
cerca di una luce, si acquattano
nell'angolo più buio per familiarizzare con l'uomo nero.
Eli ha una voce lasciva, magnetica, languida, sensuale, un timbro
che ricorda in modo sorprendente quello di Siouxsie Sioux (cantante e
autrice dei Siouxsie and the Banshees) e i temi trattati e le storie narrate
scivolano senza attrito in quelle modulazioni vocali: narrano l’ansia
dell’essere stabilmente in bilico tra un lavoro temporaneo e l’altro,
costantemente sfruttate e sottopagate (“we are flexible working women”, “I
crumble into anxious sleep”) in Turn-Over-Turn;
narrano il disagio nel rapportarsi al proprio passato, il non volersi
riconoscere nelle scelte, nelle azioni che si sono compiute in Clean.
Sono domande sui sentimenti:
quando un nostro sentimento è autentico? Se lo è, se ne siamo così certi,
perché allora poco dopo lo guardiamo dissolversi senza crear fratture (J’enlace)? Come si possono vivere più amori se in quella
scommessa c'è la possibilità di perdere ciò che già conosciamo sinché quell’amore non distrugge la coppia (“The
Polyamorous God/That […] destroy our couple/ […] that killed my wife”) (Polyamorous God)? Sono domande sulla
bellezza nelle cose e nelle azioni (Flowers)
o sulla seduzione del dolore, come insinuato nell’unica cover del disco, You look like rain.
Lady in me è il pezzo più fresco del disco, apre
una finestra sul loro mondo, un mondo sostanzialmente femminile, dove si è
liberi di scegliere altre vie rispetto a quelle codificate dalla società;
attraversa il codice binario dei generi Maschio/Femmina in maniera fluida, non
discontinua.
I testi sono in inglese e francese: la prima è la
madrelingua di Eli, la lingua imparata da sua madre; ha iniziato a parlare
l’italiano più di recente e quei testi, detti in italiano, suonavano
improvvisamente verbosi e poco incisivi. Anche questo oscillare tra le lingue
contribuisce a conferire al progetto musicale globale di Golpe quel sapore di instabilità e
precarietà che coglie e spiazza l’ascoltatore.
Eppure il disco nel suo complesso è avvolto da un
senso di bellezza – sia pure non convenzionale. Quel senso generoso di bellezza
che ha posto Elisa nella scelta delle fotografie utilizzate per il booklet:
foto degli anni Cinquanta che ritraggono donne sorridenti in situazioni
quotidiane e ordinarie. Nulla di autoreferenziale, nulla di auto celebrativo,
solo il piacere di mettere in
circolazione il bello, qualunque ne sia la provenienza.
Tracklist:
1) Polyamorous God Danso Key:
2) J’enlace Eli Nancy Natali – voce e chitarra
3) Turn-Over-Turn Stella Veloce – violoncello elettrico
4) Tiny Crimes Elisa Abela - batteria
6) Flowers
7) Like a Beggar
8) Clean
9) You look like Rain
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